Mai più #Bibbiano Intervista all’Avvocato Giorgio Aldo Maccaroni
Alla luce dei recenti fatti di cronaca abbiamo intervistato l’Avvocato Aldo Giorgio Maccaroni, Presidente dell’Avvocatura Italiana per i Diritti delle Famiglie e Presidente del Movimento Degli Elettori
Avvocato Maccaroni, lei è una delle figure più autorevoli
del Paese per quanto riguarda il diritto di Famiglia. Ci parli della sua
attività e del suo rapporto con la questione legata agli affidi, emersa
recentemente alle cronache.
Occupandomi da molti anni di diritto di famiglia e minorile
ho avuto modo di seguire con molta attenzione, sia come avvocato che come
Presidente dell’Avvocatura Italiana per i Diritti delle Famiglie, ogni
questione che riguarda i minori, anche con riferimento agli affidi e alle
adozioni e spesso, imbattendomi in situazioni spiacevoli, ho criticato
l’attuale sistema che andrebbe senza dubbio migliorato.
Ad esempio, il Tribunale per i Minorenni, bisogna ricordare,
per chi non lo sapesse, che prima della riforma operata dalla normativa recente
(legge n. 219 del 2012 e D.lgs. n. 154 del 2013), aveva una competenza molto
più estesa dell’attuale, poiché si occupava anche dell’affidamento dei figli nati
dalle coppie di conviventi. Con la recente riforma, invece, al Tribunale per i
Minorenni è rimasta una competenza ridotta, riguardante ormai le sole questioni
di limitazione e decadenza dalla responsabilità genitoriale, oltreché le
questioni relative alle adozioni e ai reati commessi dai minorenni. Servirebbe,
però, da parte del legislatore uno sforzo in più, tendente a togliere al T.M.
ogni questione civilistica, perché questa frammentazione ancora esistente di
competenze fra giudice ordinario e giudice minorile ha creato e sta creando
oggi molta confusione. Il tanto auspicato Tribunale per la Famiglia, purtroppo,
ancora non è stato realizzato. Basterebbe però, per il momento, trasferire
tutte le competenze civilistiche, comprese quelle di limitazione e decadenza
dalla responsabilità genitoriale e le adozioni al Tribunale Ordinario e
lasciare al T.M. le sole competenze penali riguardanti i minori. Già questo
sarebbe un primo passo per migliorare la situazione dell’affidamento e delle
adozioni, insieme ad altre misure che vanno realizzate urgentemente.
Perché nella civilissima Italia del 2019 sono possibili casi
come quello di Bibbiano?
Purtroppo non finiamo di meravigliarci di quanto accade nel
nostro Paese, soprattutto quando sentiamo fatti terribili che riguardano i
bambini come quelli accaduti a Bibbiano. Tali episodi potrebbero essere evitati
solo se aumentasse il controllo esistente sulle case famiglia e sulle procedure
riguardanti l’affidamento dei figli minori. La cosa fondamentale, però, insieme
ad un controllo più efficace, è migliorare le norme esistenti e, su questo punto,
devo rivolgere una critica all’operato del Legislatore che, per tutti questi
anni, anziché occuparsi di un settore così delicato e importante e di tutelare
realmente i minori, si è occupato di questioni molto meno importanti,
nonostante le sollecitazioni che in tal senso gli provenivano da diverse
associazioni. Sembra che l’interesse di alcuni Parlamentari si svegli solo
quando, purtroppo, accadono fatti di cronaca molto gravi, per poi finire, come
spesso è accaduto anche in passato, quando i riflettori su tali questioni si
sono spenti. E questo è molto grave! Il Parlamento ha avuto più di un’occasione,
anche recente, per approvare leggi che avrebbero consentito di limitare
fortemente abusi così gravi in danno dei minori come quelli successi a Bibbiano
e non ha fatto nulla. La conseguenza è che attualmente non ci sono né controlli
adeguati, né pene severe per i responsabili di tali crimini.
Esistono due sue interessantissime proposte di legge in
materia, una riguarda l’istituzione di un osservatorio nazionale sulle case
famiglia che la vede come promotore principale. Ce ne vuole parlare?
Certo. L’Osservatorio sulle case famiglia nasce proprio da
una mia idea, relativa all’esigenza, sopra descritta, di poter aver un
organismo che controlli le case famiglia, che attualmente manca, poiché, è
evidente che non possiamo in alcun modo basarci solo sul controllo che
dovrebbero esercitare i Tribunali per i Minorenni. L’Osservatorio Nazionale, a
cui dovrebbero far da corollario, in maniera decentrata, gli osservatori su
base regionale, eserciterebbe una funzione di coordinamento delle case famiglie
esistenti e di controllo delle stesse, consentendo, in tal modo, di poter
consentire di operare a quelle case famiglia meritevoli e facendo chiudere,
invece, quelle case famiglia, ove presenti, che speculano sulla pelle dei
bambini. Inoltre, l’Osservatorio avrebbe la funzione principale di controllare ciò
che accade ai minori che vengono ospitati all’interno delle case famiglia (come
vengono trattati i minori, quanti sono, da quanto tempo e perché vengono
ospitati all’interno delle case famiglia, etc.), con lo scopo primario di
impedire un soggiorno troppo lungo dei minori stessi all’interno di tali
strutture, consentendo ai bambini, che sono stati sottratti alle famiglie (per
motivi che devono essere realmente gravi) di uscire rapidamente dalle case
famiglia ed essere restituiti ai propri genitori o al proprio nucleo familiare
e a quelli che devono essere dati in adozione di trovare in tempi rapidi una
famiglia che si prenda cura di loro. Purtroppo, però, come si diceva prima, il
Legislatore non si è occupato di questa importante proposta di legge, che è
stata presentata nella scorsa legislatura (C. n. 1299 – 3.7.2.2013) e in cinque
anni è morta nel cassetto, senza il minimo sforzo per cercare di farla
approvare e nell’attuale legislatura non si sono nemmeno preoccupati di
ripresentarla in Parlamento, talmente avevano a che fare con “leggi più
importanti”.
La seconda proposta di legge sembra offrire invece un assist
al governo attuale, proponendo modifiche al codice civile in materia di affido
condiviso di figli minori. Ci sono identità di vedute con questo governo su
questa materia?
Purtroppo, a malincuore, devo dire che non ci sono identità
di vedute. Lo dimostra il fatto che l’altra mia proposta di legge, da lei
ricordata, attualmente ripresentata anche nell’attuale legislatura in
Parlamento, non è andata avanti, nonostante contenga norme che se approvate
impedirebbero moltissimo il verificarsi di fatti come quelli di Bibbiano,
poiché una delle norme in essa contenuta prevede che il Giudice non possa più
tanto facilmente disporre il collocamento dei figli in casa famiglia, come
purtroppo oggi accade, ma debba, per prima cosa, dopo un’istruttoria
approfondita, emettere provvedimenti limitativi o ablativi della responsabilità
genitoriale nei confronti dei genitori, prima di dichiararli realmente inidonei
e togliere loro i figli e, dopo ciò, debba necessariamente individuare un
parente di uno dei due genitori entro il quarto grado, valutando la possibilità
che possa prendere in affidamento il minore o i minori. Solo dopo anche questa
impossibilità accertata, il Giudice potrà valutare, come extrema ratio, la
possibilità di un affidamento etero-familiare o un collocamento in casa
famiglia. Questo dovrebbe essere uno dei punti fondamentali da modificare e non
come sta facendo il Governo, che si è occupato fino ad ora solo delle questioni
riguardanti l’affido condiviso, oltretutto in modo estremamente criticabile con
il Ddl Pillon.
Con tutto il rispetto, comunque, per il tema dell’affido
condiviso, sul quale anche ho formulato delle proposte migliorative, la priorità
oggi è non far finire i figli nelle case famiglia, sottraendoli alle proprie
famiglie, perché ciò, è stato ampiamente provato, può provocare nei minori dei
danni irreparabili. Per prima cosa, quindi, occorre tutelare i minori e poi i
diritti dei genitori e il Governo, purtroppo, non sta andando in questa
direzione. Anche la Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle case famiglia
annunciata dal Governo non risolve assolutamente i problemi, che possono essere
risolti solo con le misure sopra descritte o altre simili e non con una
commissione parlamentare che, a parte far luce sul problema, più di tanto non
può fare, sempre poi ammesso che tale commissione lavori e non rimanga
inattiva.
Stiamo scoprendo, purtroppo, che Bibbiano è la punta di un
iceberg di un sistema che sacrifica il benessere dei minori per meri interessi
economici. La comunicazione social, che distorce tutto, sta cavalcando questo
filone per demonizzare questa o quella categoria. Lei che ha sempre avuto come
primo obiettivo la tutela dei minori, come si pone, da esperto, rispetto alle
responsabilità emerse da questi fatti di cronaca?
Io ho sempre sostenuto che non bisogna mai generalizzare e
demonizzare l’una o l’altra categoria. Ci sono alcuni giudici minorili in
Italia che lavorano bene e sono degni del massimo rispetto, però occorre
cambiare le norme attuali per consentire, come detto sopra, di poter avere
regole certe, che consentano ai giudici, agli assistenti sociali e a tutti gli
operatori della giustizia minorile, di muoversi entro binari che garantiscano
maggiormente i diritti dei minori e dei genitori e occorre, inoltre, come già
detto, un maggiore controllo rispetto all’attuale, aumentando anche di più i
poteri degli avvocati, che in queste procedure hanno un ruolo fondamentale.
Inoltre, servono pene molto severe per chi si è reso autore o complice di reati
così gravi in danno dei minori, speculando sulla loro pelle e distruggendo
intere famiglie.
Lei ha sempre sostenuto che l’affidamento alle case famiglia
dovrebbe essere l’estrema ratio del legislatore. Quali strumenti dobbiamo
fornire ai giudici per definire al meglio la loro attività in materia,
perseguendo il bene dei minori?
Come già ricordato sopra, i Giudici dovrebbero poter
disporre il collocamento in casa famiglia solo come extrema ratio, valutata la
reale inidoneità di entrambi i genitori, dopo una approfondita indagine, e a
seguito dell’emissione di provvedimenti limitativi o ablativi della
responsabilità genitoriale a carico di uno o di entrambi i genitori e valutata
anche l’impossibilità di poter affidare i minori ad un parente entro il quarto
grado di uno dei due genitori. Inoltre, con l’ausilio di un organismo come
l’Osservatorio sulle case famiglia, in funzione di controllo delle case
famiglia, sarebbe molto facilitato e migliorato il lavoro dei giudici. Infine,
un altro aspetto fondamentale è realizzare il tanto auspicato Tribunale per la Famiglia,
evitando come oggi accade questa eccessiva frammentazione di competenze fra
Tribunale Ordinario e Tribunale per i Minorenni, perché questa situazione ha
creato e continua a creare molta confusione e molti disagi fra gli operatori
del diritto, giudici e avvocati.
Questo argomento, legato al diritto di famiglia, è uno dei
temi più importanti per il Movimento degli Elettori che lei ha fondato? Se ne
parlerà anche nel prossimo convegno di Viterbo ad Ottobre?
Certamente nel convegno che si svolgerà ad ottobre a
Viterbo, si affronterà anche questo argomento, poiché il Movimento degli
Elettori è un’associazione che è stata creata per cercare di cambiare questa
politica, che essendo troppo distante dagli elettori, impedisce agli stessi di
essere ascoltati e di poter portare avanti e vedere realizzate le loro proposte
nei diversi settori della nostra società, fra cui, senza ombra di dubbio,
rientrano le questioni inerenti al diritto di famiglia e minorile.